Avendo l'uranio 

 

Disponendo di materiale fissile, innescare una fissione nucleare è relativamente facile. Addirittura centinaia di milioni di anni fa, nell’attuale Gabon, una fissione nucleare si verificò per puro caso (producendo calore e contaminazione per migliaia di anni) grazie ad una insolita concentrazione di Uranio e alla presenza di falde acquifere che avevano determinato una concentrazione di Uranio 235.

Ma una fissione nucleare non ha alcuna valenza militare o terroristica se non è finalizzata a sprigionare in un attimo una enorme quantità di energia e quindi una esplosione nucleare. Ottenere ciò è molto complicato e costoso poiché bisogna fare assumere ai componenti fissili una determinata geometria atomica che può essere ottenuta solo con complessi processi metallurgici. La produzione di uranio 235 ad esempio, richiede un mastodontico impianto a diffusione gassosa, oppure un grande numero di centrifughe a gas; il plutonio, invece, può essere prodotto in un compatto impianto di separazione.

La testimonianza di Meordecai Vanunu, (pubblicata dal Sunday Times il 5 ottobre 1986) sull’impianto militare nucleare di Dimona  in Israele evidenzia la complessità di questo trattamento:

  <<L’unità 10, al piano terra, riceve i camion che trasportano le 100 grandi barre e le 40 più piccole barre di combustibile nucleare del nocciolo del reattore. Una gru cala i contenitori contenenti le barre giù attraverso il livello 1, che è un piano di servizio, e il livello 2, che ospita la sala controllo dell’impianto, fino all’unità 11 del livello 3. Qui viene chimicamente rimosso il rivestimento in alluminio delle barre di uranio contenenti il plutonio. Una volta messo a nudo, l’uranio, che pesa 650 chilogrammi viene immerso in acido nitrico. Questo viene riscaldato a 109 gradi centigradi per 30 ore in modo da sciogliere l’uranio.A questo punto il contenuto di uranio è di 450 grammi per litro e viene trasferito attraverso delle tubature sottovuoto alle unità dalla 12 alla 22, il centro principale di trattamento, così grande che occupa una immensa sala che si estende dal livello 4 fino al livello 2. Durante questo processo il liquido viene trattato in modo da rimuovere parte della radioattività e gli viene aggiunto una miscela di solvente e acqua. E’ a questo punto che il plutonio, mescolandosi con l’acqua, viene separato dall’uranio, che si miscela al solvente. Quando il miscuglio viene pompato fuori dal centro di produzione, contiene 300 milligrammi di plutonio per litro.

<<Nell’unità 31 il liquido viene ulteriormente concentrato a 2 grammi per litro e mandato all’unità 33, dove viene pompato in taniche da 20 litri e riscaldato con vari prodotti chimici, tra cui perossido di idrogeno, per 4 ore. Dopo un periodo di raffreddamento di otto ore viene mescolato con altri prodotti chimici in modo che la polvere si unisca in grumi, che vengono poi scolati e asciugati, lasciando una "torta" di plutonio che viene poi riscaldata nell’unità 37.

<<Il processo di cottura concentra il metallo in un bottone solido che pesa 130 grammi. Nove bottoni di plutonio venivano prodotti ogni settimana, 1,17 chilogrammi alla settimana per le 34 settimane all'anno di funzionamento dell'impianto (veniva spento complessivamente per 4 mesi per riparazioni e manutenzione).

<<Il prodotto annuale netto di questo processo di separazione é di circa 40 chilogrammi di plutonio all'anno, all'incirca sei volte la previsione più ottimista della capacità di produzione di plutonio da parte di Israele. Inoltre, altre unità vennero aggiunte tra il 1980 e il 1982, costruite e installate dagli israeliani intorno all'impianto di separazione del plutonio e monitorate dalla medesima sala controllo.

<<Una di loro, l'unità 93 del livello 4, produce Trizio. Ciò è di grande importanza, perché significa che Israele può potenzialmente produrre armi termonucleari molto più potenti delle bombe atomiche ordinarie. Barre di litio e alluminio, irradiate nel reattore, producono il trizio come sottoprodotto. Riscaldate nell'unità 93 a 625 gradi centigradi, le barre fondono e il trizio viene estratto.

<<Nell'unità 95, costruita a fianco dell'impianto principale di trattamento che si estende per tre piani, all'interno di un pozzo di un ascensore inutilizzato, il Litio 6 viene separato dal litio disponibile commercialmente, producendo 180 grammi al giorno. L'unità 98 è un impianto di produzione di deuterio. Tutti questi componenti, plutonio, litio 6, trizio e deuterio, sono trasportati a un'altra sezione nel livello 4 nota col nome in codice MM2, Machon Metallurgia 2. E' qui che i materiali grezzi vengono lavorati per formare i componenti delle bombe nucleari.>>

(Testo tratto dal sito http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_4538.html)

La metallurgia nucleare, per la preparazione del nocciolo della bomba, richiede, inoltre,  strumentazioni speciali, senza le quali chi maneggia il materiale fissile è  votato a morte sicura dopo una lenta agonia. Per quanto ne sappiamo, quindi, è a dir poco improbabile che un gruppo terroristico possa costruire una bomba atomica. Molto più pratico sarebbe, invece, rubarne una dai tanti arsenali nucleari E torniamo, quindi, all’argomento di questo sito.

Il tizio con la valigetta

Il cuore della bomba

A prova di errore 

© Francesco Santoianni