Il tizio con la valigetta

 

Il tizio che vedete nella foto a sinistra si chiama Peter Pryr. In una audizione del Congresso americano sta mostrando una valigetta che, a suo dire, potrebbe contenere una minibomba atomica che Al Quaeda o qualche altra tenebrosa organizzazione terroristica potrebbe, senza alcun controllo,   introdurre e fare esplodere in una qualsiasi metropoli occidentale.

Il tizio con gli occhiali, nella foto a destra, invece, si chiama Colin Powell, già Segretario alla Difesa USA. Mostra alla Assemblea delle Nazioni UNite una boccettina che, a suo dire potrebbe contenere germi patogeni che che la solita Al Quaeda o qualche altra tenebrosa organizzazione terroristica potrebbe, senza alcun controllo,  introdurre in una qualsiasi metropoli occidentale provocando una catastrofica epidemia. 

Cambia lo spettacolo ma la morale è sempre la stessa. Legittimare una guerra preventiva contro uno “stato canaglia” colpevole di dotarsi di sistemi d’arma “proibiti” (ma, in realtà presenti negli arsenali statunitensi, inglesi, russi, francesi.....) o di ospitare ineffabili personaggi che aspirerebbero a dotarsi di questi sistemi d’arma. 

Ovviamente, non è affatto da escludere che un domani uno stato o un gruppo terroristico si dotino di ordigni nucleari. Ma se questo avverrà è, sostanzialmente, perché la diffusa presenza di materiale fissile weaponized, di tecnologia nucleare, di innumerevoli ordigni avrà favorito il loro obiettivo. E, visto che tutti i salmi finiscono in Gloria, si dovrebbe a questo punto invocare agli Stati del “Club nucleare”, in primo luogo agli USA, di chiudere definitivamente il capitolo delle armi nucleari, costato, oltre alla morte di 120.000 esseri umani a Hiroshima e Nagasaky e a innumerevoli altri uccisi da radiazioni, la iperbolica cifra di 3.900 miliardi di dollari (valori correnti del 1995). 

Ma in tempi come questi, con i nostri “angeli della pace” impegnati in svariate “missioni umanitarie”  a parlare di disarmo si rischia di essere additati come disertori o, addirittura, “complici del nemico”. Chiudiamo, allora, la questione e passiamo ai dati tecnici.

Il cuore della bomba

A prova di errore 

La "Bomba fatta in casa" 

© Francesco Santoianni