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è poi un altro rischio connesso agli ordigni nucleari. Usare
una bomba atomica non è certo una cosa semplice. Il lancio di un
missile a testata nucleare, ad esempio, prevede che, dopo la
trasmissione del codice di lancio dal quartier generale alla postazione
missilistica, almeno due militari tengano contemporaneamente inserite,
per una decina di secondi, le loro chiavi in quadri di comando posti a
qualche metro di distanza e poi premano un pulsante rosso. E questo per
scongiurare la possibilità che un solo militare, magari impazzito,
possa far partire il missile. Invece, in situazioni di grave allarme (DEFCON
3), cioè quando si teme che il nemico possa preventivamente colpire le
strutture di comando, le postazioni periferiche sono automaticamente
abilitate e anche il solo comandante di un sommergibile, di un
bombardiere, di una postazione missilistica... può decidere autonomamente
il lancio dell'ordigno nucleare. Vi
è poi il rischio che la persona momentaneamente delegata ad usare un
ordigno nucleare impazzisca o decida di fare “di testa sua”. E non
è un’ipotesi inverosimile se si pensa che, nel 1989, 2.400 militari
statunitensi a contatto con ordigni nucleari dovettero essere dimessi
perché risultati alcolizzati, psichicamente instabili, dipendenti da
droga... e s'immagina che nei paesi dell'ex Patto di Varsavia, la
situazione non sia migliore. |
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