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I
primi due livelli riguardano la scomparsa di aerei, navi, sottomarini...
trasportanti ordigni nucleari. Il caso più famoso risale all'ottobre
1986 quando un sommergibile sovietico, carico di cinquanta testate
nucleari, si inabissò al largo delle Bermuda; incidenti analoghi
avevano coinvolto sottomarini sovietici, nel 1968, al largo della
penisola di Kola e, nel 1984, nel mare del Giappone. Gli Americani, da
parte loro, avevano già perso nell'oceano Atlantico -il 10 aprile 1963-
il sommergibile “Tresher” e - nel maggio 1968 - il sommergibile “Scorpion”,
entrambi carichi di missili nucleari, e due bombe termonucleari inabissatesi,
-il 17 gennaio 1966- al largo di Palomares nella Spagna meridionale,
insieme al B52 che li trasportava. Quasi mai gli ordigni nucleari sono
stati recuperati e restano a deteriorarsi negli abissi oceanici. Un
lungo elenco è costituito, poi, da incidenti a convogli nucleari: la
foto del camion blindato, carico di testate nucleari e finito in una
scarpata nel 1987 in Gran Bretagna, ha fatto il giro del mondo. Comunque,
incidenti come questi possono, al massimo, determinare una grave
contaminazione ambientale; molto più gravi sono invece quelli
classificati come Broken
arrow, che avrebbero potuto, cioè, determinare l'esplosione
accidentale degli ordigni nucleari.
Stessa
“fortuna” il 24 gennaio 1961 a Goldsboro (North Carolina, USA). Un
enorme proiettile precipita al suolo: é un ordigno da 24 megaton pronto
per l'uso e sganciato "per errore" da un B 52 che sorvola la
zona durante un addestramento. Questo tipo di bomba dispone di un
dispositivo antiurto composto da sei sistemi di sicurezza; i primi
cinque sistemi non resistono all'urto, il sesto "per miracolo"
(é il termine usato dalla commissione di inchiesta) tiene e la bomba
non esplode. I suoi 24 megaton sono più potenti di tutto l'esplosivo
usato in tutte le guerre della storia. Un
altro “miracolo” il 16 settembre 1980. Un’esplosione accidentale
di carburante scaraventa fuori da un silos nucleare nell'Arkansas (USA)
un missile Titan che precipita poco lontano. "Per fortuna"
(termine usato dalla commissione di inchiesta) la testata nucleare da 9
megaton non esplode. Ancora peggio il 26 ottobre 1986: un marinaio della
portaerei nucleare “US Oriskany”, preso dal panico per l'accensione
spontanea di un razzo illuminante, lo getta in un loculo che ne
contiene altri 650. Il conseguente incendio, che causa la morte di 44
persone, distrugge sei aerei e si propaga nel bunker degli ordigni
nucleari. Le
emergenze Broken Arrow verificatesi in Occidente comunque, non sono
state solo queste. Per leggerne un elenco, più o meno completo,
cliccate qui. |
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