Un mestiere pericoloso

Shan, il protagonista del romanzo “L’Uomo di Leningrado” fa uno strano mestiere. Si intrufola in installazioni militari, caveau, impianti nucleari... per testare l’affidabilità dei sistemi di sicurezza. Non è fantascienza. Questo mestiere esiste davvero. È cominciato negli anni “60 quando due multinazionali statunitensi la Westinghouse e la General Electric, (che hanno prodotto in Occidente il 90% delle centrali elettronucleari) decisero di affidare questo compito ad un gruppo formato da ex membri delle Special Forces; nacque così la “Red Cell”, un'unità perpetuatasi fino ai nostri giorni e che, tra l’altro, ha dato origine ad una serie di romanzi di successo.

Il lavoro della “Red Cell”, basato quasi esclusivamente su azioni di forza volte a travolgere in un attimo barriere e sistemi di sorveglianza, di taglio, quindi, prevalentemente “militare” fu affinato nel 1978 quando il SANDIA National Laboratories, (un istituto governativo statunitense che si occupa, tra l’altro di sicurezza) mise su un gruppo di “teste d’uovo”, tutti laureati a Princeton o in altre prestigiose università, che svolgevano un lavoro prevalentemente di intelligence, volto cioè ad acquisire (con mezzi perfettamente leciti quali, ad esempio consultazioni di riviste e libri) informazioni da utilizzare durante un ipotetico attacco terroristico. Fu possibile, così pianificare un assalto ad uno dei tanti convogli che, quasi giorno, su strade e ferrovie degli Stati Uniti trasportano ordigni nucleari.

Da questi due gruppi di lavoro, negli anni 80 sono nate negli USA numerose società di consulenza per  banche, ministeri, servizi di sicurezza.. (le gesta di una di queste società hanno dato vita ad un bel film interpretato da Robert Redford, “I signori della truffa”)

Per un certo periodo, addirittura, hanno operato negli USA gruppi informali di persone che dopo aver progettato (o, in alcuni casi, compiuta) una effrazione offrivano i loro servigi all’azienda da essi coinvolta; un po’ come gli hackers  che, dopo qualche loro impresa, si offrono come consulenti in sicurezza informatica. Il clima susseguente all’11 settembre 2001 ha spazzato via queste iniziative.

A differenza di Shan, gli analisti in vulnerabilità dei sistemi - lavorando, per lo più, previa autorizzazione dei Servizi di Sicurezza - oggi, preferiscono non farsi pubblicità e, al pari dei soldati di ventura, si mimetizzano dietro anodine società o associazioni; tra l’altro, per contratto, molti analisti in vulnerabilità dei sistemi conservano l’anonimato anche quando qualche loro operazione si conclude, tragicamente, con la loro morte.

L'Uomo di Leningrado 

Le fonti sulle quali si basa il romanzo

l primo capitolo del romanzo

I trailer del romanzo 

© Francesco Santoianni