|
|
||
|
La
martellante campagna mediatica sul “terrorismo nucleare” e più in
generale su fantomatiche “armi di distruzioni di massa” in mano a
qualche terrorista o “stato canaglia” rischia di far dimenticare che
oggi innumerevoli e reali armi di distruzioni di massa (in primo luogo
gli ordigni nucleari..) vengono ogni giorno stivati in (più o meno
sicuri) arsenali militari, trasportati, revisionati... Si potrebbe
pensare che tutte queste operazioni si svolgano sempre nel totale
rispetto di rigide norme di sicurezza. Così non è. Così non può
essere. Chiunque, come me, si occupa di sistemi di sicurezza sa che, a
lungo andare, alla vigilanza subentra la routine prima e la
disattenzione poi. La Legge di Murphy è sempre valida. E il disastro è
sempre in agguato. Che
fare, dunque? L’unica soluzione efficace sarebbe abolire del tutto
queste armi. Una proposta, certamente, contro corrente considerando che
oggi, nonostante la scomparsa dell’”Impero del Male” di reganiana
memoria, nonostante trattati e convenzioni, e due terzi degli abitanti
di questo pianeta ridotti alla fame... le spese per gli armamenti (anche
nucleari, chimici, batteriologici) stanno conoscendo una impennata. Ancora
peggio, ci si illude di ammantare questi sistemi d’arma con colossali
sistemi di sicurezza. Ma come asseriva colui che è stato il più grande
esperto in vulnerabilità di sistemi a rischio, George Michael, “Non
esistono sistemi di sicurezza invulnerabili. Neutralizzarli è solo
questione di tecniche, di tempo e di fortuna. Cancelli, guardie,
sensori, …hanno, certo, una loro efficacia immediata ma, a lungo
termine, peggiorano la situazione, perché, cresciuta la fiducia nei
sistemi di sicurezza, si è andati avanti verso sistemi sempre più
pretenziosi, sempre più pericolosi.”. |
||